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Ritrovàti - Rifletti un attimo, ep. 9

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Nella parabola del buon Pastore viene descritta l’immagine di una pecora che si perde. Triste è la storia di questa piccola pecora che fra siepi spine trova soltanto dolore e sofferenza. Ci colpisce l’immagine del pastore che è pronto a lasciare le novantanove pur di cercare quella smarrita. La parabola vuole veicolare un insegnamento spirituale. Un Dio che si è fatto uomo per venire a cercare quelle anime a Lui preziose che erano state ferite graffiate, che vivevano il senso della morte, il sapore delle tenebre. È vero ci ha saputo ritrovare e ci ha riportato in un luogo di luce, di pace, di amore. Io prego affinché anche per te vi possa essere un futuro radioso, un Cristo che ti ritrova e ti riconduce nell'ovile. Dio ti benedica.

Vicino o lontano - Rifletti un attimo, ep. 8

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Nella parabola del buon samaritano leggiamo che un samaritano scendendo verso Gerico si imbattete in un uomo che era stato derubato e ferito, lo soccorse. Precedentemente la stessa parabola ci dice che un sacerdote e un levita erano passati per la stessa strada, che avevamo visto quel tale che era stato derubato e battuto, ma passarono dal lato opposto. Qual è la differenza fra il sacerdote, il levita e il buon samaritano? Il buon samaritano seppe azzerare le distanze mentre il sacerdote e levita le aumentarono Io ti voglio dire che Dio è colui che accorcia le distanze. Le religioni, qualsiasi esse siano creano distanza, creano separazione. Generano odi, violenze guerre. Oserei dire che tutte le religioni sono le figlie predilette dell'inferno. Ma Gesù non è una religione. Gesù è l'espressione dell'amore di Dio. È scritto che Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figliuolo. Vedi è un Dio che riduce le distanze . È un Dio che si fa uomo. È  un...

Con o In - Rifletti un attimo, ep. 7

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Mi è stato chiesto: qual è la differenza che intercorre fra L'Antico e il Nuovo testamento. Scherzosamente ho risposto: una preposizione. Ti stai chiedendo in che senso. Te lo spiego con due versi  della Parola di Dio. Nell'Antico testamento leggerai “Enoc camminò con Dio”. Nel nuovo testamento invece troverai scritto, “non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”. La preposizione che varia è un con che diventa in. Scusami non è poco. Ciò significa che Dio era con nell'antico ma del nuovo grazie all’opera di Cristo è in noi. Hai capito bene. Ha voluto accorciare tanto le distanze che ha scelto di venire ad abitare nei nostri cuori. Non è poco e tutto e ti auguro di realizzare veramente un Dio in te. Buona giornata

Difendiamo la vita - Rifletti un attimo, ep. 6

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Non riesco a comprendere perché andiamo a cercare vita sul pianeta Marte e magari troviamo un batterio e pensiamo che il pianeta sia abitato. Poi veniamo qui sulla Terra e un feto di 4 mesi 5 mesi, addirittura negli Stati Uniti siamo arrivati a 9, mesi non viene considerata vita. È una grande incoerenza un incongruenza che l'uomo vive. Sopprimere la vita normalmente si parla di omicidio e credo che l'umanità si stia macchiando del più grande genocidio che abbia mai commesso nel corso dei secoli. Quand'è che abbiamo la vita: quando si instaura una relazione. La vita e relazione. Da quando il feto ha relazione col grembo materno e quindi con la mamma, già dai primi giorni della sua fecondazione. Credo che dobbiamo riflettere, pensare e poi scegliere. Nella Bibbia è scritto non uccidere Caino. Mi domando è giusto uccidere il bimbo che porti nel grembo? Che Dio ci aiuti e ci benedica.

La vera adorazione - Rifletti un attimo, ep. 5

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I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità. Gesù disse “l'ora è venuta, è giunta” e comprendiamo da queste parole che proprio attraverso l'opera di Gesù l'uomo riceve la capacità della vera adorazione. Il peccato, entrato attraverso il primo Adamo, aveva silenziato lo spirito. Cristo, il secondo Adamo, lo aveva vivificato. In virtù dell’opera della Croce, grazie a quel prezioso sangue che fu versato per lavare i nostri peccati, oggi siamo abilitati alla vera adorazione. Per grazia entriamo nel luogo santissimo e possiamo contemplare Colui che siede sul trono; Colui che era, che è, e che sarà. Non abbiamo più bisogno di essere stimolati sensorialmente. Non abbiamo bisogno di annusare incenso, di ascoltare il suono di campane, di accendere candele, di manipolare statue, di mangiucchiare ostie. Perché attraverso la vivificazione dello Spirito possiamo, in Cristo, avere comunione col Padre. E questa è la preziosa verità che Gesù insegnò alla samaritana; e...

Shalom - Rifletti un attimo, ep. 4

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“Shalom” in ebraico significa “Pace”. In verità l’accadico, che è la lingua regressa allo stesso ebraico, ha un significato ancora più profondo nella sua radice. La radice di shalom, in accadico è “sha” : intero. Quando entri in una comunità pentecostale sentirai che i credenti si scambiano come saluto questa semplice parola, pace! Quindi Shalom, quindi “sha” . Quei credenti nel salutarsi stanno dicendo, “io sono intero con te - io sono uno con te”. Per essere intero col proprio fratello devi essere intero con te stesso. Ma soprattutto devi essere intero con il Cielo. Vivere l’interezza globale, vivere in questa preziosa armonia è possibile soltanto se l'Opera di Cristo è manifestata in noi. Perché Cristo è venuto a noi per portare pace agli uomini che egli gradisce. L'opera di Cristo è rendere uno il cielo con la terra. Nella preghiera del Padre nostro, Egli chiede “come in cielo così in terra”. Ci sia Shalom, ci sia interezza fra il cielo e la terra; fra me e l...

La Torre di Babele - Rifletti un attimo, ep. 3

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In Genesi al capitolo 11 troviamo scritto l'episodio della Torre di Babele. Gli uomini che vivevano una civiltà globale e un solo linguaggio, decisero di costruire una torre per arrivare fino al cielo. In verità né loro né altri con le loro torri sono mai arrivati fino al Cielo. Piuttosto abbiamo in Cristo, un'esperienza diversa: il Cielo che giunge a noi. L'esperienza della Torre di Babele è l'esperienza delle religioni. Il significato etimologico di questa parola [Religione] è “legare a...”. Quindi lo sforzo intrinseco della creatura per arrivare al Creatore. Il Cristianesimo è l'esatto opposto. È lo sforzo del Creatore per arrivare alla sua creatura. In Giovanni al capitolo 3 al verso 16 è scritto che “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna". È bella l'immagine di questo Dio che si estende. Di questo Dio che vuole raggiungere la creatura e magari ques...